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Veduta panoramica di Curinga e del suo territorio

30ª edizione · 16, 17 e 18 ottobre 2026

La Bettola di Curinga

Sapori di un tempo e sincera convivialità nel centro storico.

La Bettola di Curinga torna per la trentesima edizione il 16, 17 e 18 ottobre 2026. Dalle ore 19:00, in Via Tre Canali 1, il paese ritrova sapori antichi e una convivialità schietta: piatti della cucina curinghese, vino nuovo e l’atmosfera delle osterie che un tempo accoglievano mercanti e visitatori della storica Fiera dell’Immacolata.

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01 · Quando

16–18 ottobre 2026

Tre serate, con apertura dalle ore 19:00.

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02 · Dove

Via Tre Canali 1 · Curinga

Nel borgo del Lametino, tra tavole condivise e cucina popolare.

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03 · Tradizione

La Fiera dell’Immacolata

Una fiera autunnale documentata da secoli, legata alla vita agricola e commerciale del paese.

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04 · Organizzazione

Associazione per Curinga

La comunità che da trent’anni restituisce vita alla Bettola e ai suoi piatti.

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Guida approfondita · La Bettola di Curinga

La Bettola di Curinga torna per la trentesima edizione il 16, 17 e 18 ottobre 2026. Dalle ore 19:00, in Via Tre Canali 1, il paese ritrova sapori antichi e una convivialità schietta: piatti della cucina curinghese, vino nuovo e l’atmosfera delle osterie che un tempo accoglievano mercanti e visitatori della storica Fiera dell’Immacolata.

Tre serate, con apertura dalle ore 19:00.

Nel borgo del Lametino, tra tavole condivise e cucina popolare.

Una fiera autunnale documentata da secoli, legata alla vita agricola e commerciale del paese.

La comunità che da trent’anni restituisce vita alla Bettola e ai suoi piatti.

La Bettola non è soltanto una cena: è un racconto collettivo fatto di ricette, dialetto, volontariato e memoria del paese.

Tre sere di festa. La locandina della 30ª edizione invita a ritrovare sapori di un tempo e momenti di sincera convivialità. L’appuntamento è venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre, sempre dalle 19:00, in Via Tre Canali 1.

Una comunità che accoglie. Dietro le tavole, le pentole e il servizio ci sono persone che custodiscono ricette e gesti familiari. La serata ricrea l’ospitalità semplice delle antiche bettole e la trasforma in un incontro tra residenti, visitatori e nuove generazioni.

Il ramo d’ulivo all’ingresso. Secondo la memoria locale, un ramo d’ulivo segnala l’ingresso della Bettola. È un segno discreto che riconduce alle locande temporanee della fiera e invita a entrare, sedersi e condividere il pasto.

I nomi dialettali restano parte dell’esperienza. La locandina riunisce cucina contadina, conserve, formaggi e vino dell’anno.

Carne e cucina contadina. Trippa a la curinghisi, spezzatinu e suffrittu ’e puarcu: preparazioni robuste, legate alla cucina domestica e al riuso sapiente di ogni parte degli ingredienti.

Legumi, ortaggi e conserve. Posedda giallinedda, ciciari d’o Cannitu, pipi e patati, alivi scacciati hruschi e pumadora virdi e pipi ncuyanettati raccontano orti, dispensa e stagioni.

Baccalà, pecorino e vino nuovo. Baccalà hruittu, pecurinu d’a mandra e vinu jancu d’agannu completano il percorso con sapori netti e profondamente locali.

La manifestazione nasce dal desiderio di conservare cultura alimentare e socialità, non di trasformarle in una semplice ricostruzione scenografica.

Le locande della Fiera dell’Immacolata. Durante la grande fiera autunnale le bettole offrivano pasti caldi e vino a mercanti, allevatori e viaggiatori. La tradizione è legata a un appuntamento documentato a Curinga già nel Settecento.

Trent’anni di memoria condivisa. L’Associazione per Curinga ha riportato in vita questi luoghi per custodire piatti, parole e forme di ospitalità che rischiavano di scomparire. La trentesima edizione rende omaggio a questo lavoro continuativo.

Tradizioni, sapori e turismo esperienziale. Nel 2026 la manifestazione si inserisce anche in un progetto comunale dedicato alle Bettole di Curinga, con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio materiale e immateriale del territorio attraverso esperienze autentiche.

La trentesima edizione

Una vecchia osteria ricreata nel cuore di Curinga.

La Bettola non è soltanto una cena: è un racconto collettivo fatto di ricette, dialetto, volontariato e memoria del paese.

Locandina della trentesima Bettola di Curinga, 16, 17 e 18 ottobre 2026
Tre sere di festa

Tre sere di festa

La locandina della 30ª edizione invita a ritrovare sapori di un tempo e momenti di sincera convivialità. L’appuntamento è venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre, sempre dalle 19:00, in Via Tre Canali 1.

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Un volontario durante una serata della Bettola di Curinga
Una comunità che accoglie

Una comunità che accoglie

Dietro le tavole, le pentole e il servizio ci sono persone che custodiscono ricette e gesti familiari. La serata ricrea l’ospitalità semplice delle antiche bettole e la trasforma in un incontro tra residenti, visitatori e nuove generazioni.

Il ramo d’ulivo all’ingresso

Secondo la memoria locale, un ramo d’ulivo segnala l’ingresso della Bettola. È un segno discreto che riconduce alle locande temporanee della fiera e invita a entrare, sedersi e condividere il pasto.

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Cosa si mangia

Il menu parla curinghese.

I nomi dialettali restano parte dell’esperienza. La locandina riunisce cucina contadina, conserve, formaggi e vino dell’anno.

Carne e cucina contadina

Trippa a la curinghisi, spezzatinu e suffrittu ’e puarcu: preparazioni robuste, legate alla cucina domestica e al riuso sapiente di ogni parte degli ingredienti.

Legumi, ortaggi e conserve

Posedda giallinedda, ciciari d’o Cannitu, pipi e patati, alivi scacciati hruschi e pumadora virdi e pipi ncuyanettati raccontano orti, dispensa e stagioni.

Baccalà, pecorino e vino nuovo

Baccalà hruittu, pecurinu d’a mandra e vinu jancu d’agannu completano il percorso con sapori netti e profondamente locali.

La storia della Bettola

Dalla fiera settecentesca al turismo esperienziale.

La manifestazione nasce dal desiderio di conservare cultura alimentare e socialità, non di trasformarle in una semplice ricostruzione scenografica.

Le locande della Fiera dell’Immacolata

Durante la grande fiera autunnale le bettole offrivano pasti caldi e vino a mercanti, allevatori e viaggiatori. La tradizione è legata a un appuntamento documentato a Curinga già nel Settecento.

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Trent’anni di memoria condivisa

L’Associazione per Curinga ha riportato in vita questi luoghi per custodire piatti, parole e forme di ospitalità che rischiavano di scomparire. La trentesima edizione rende omaggio a questo lavoro continuativo.

Tradizioni, sapori e turismo esperienziale

Nel 2026 la manifestazione si inserisce anche in un progetto comunale dedicato alle Bettole di Curinga, con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio materiale e immateriale del territorio attraverso esperienze autentiche.

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Foto: Curinghese · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

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